di Alma C.

Siamo a Genova, nella zona di Sturla. Qui vive una numerosissima colonia di gatti, curata da una premurosa coppia di sposi : Michele e Mariarosa e dalle numerose gattare del posto. Esse sono tutte risparmiatrici incallite, ma per il benessere dei loro amici gatti non badano a spese. Ed ogni giorno procurano loro da mangiare, sabbia per i bisogni e prodotti per la pulizia nonché, all’occorrenza, visite dal veterinario.

In quella colonia c’è una capo: Malù.

Malù è un meraviglioso gatto dal pelo rosso, folto e screziato, dall’enorme testa tondeggiante, quasi leonina, dalle zampe potenti, dagli occhi azzurri, profondi e lucenti come zaffiri, dal miagolio autoritario, quasi un ruggito. E’ un gatto molto bello, intelligente ed affettuoso e tutti lo amano.

Malù, con l’aiuto della signore del quartiere, cura il sostentamento della colonia di gatti, ed essendo molto energico ed autoritario, a volte si assume degli incarichi davvero importanti. Ma nonostante tutta la sua possenza, qualche difettuccio lo ha anche lui (come tutti i grandi)......

Vi racconto cosa ha combinato il mese  scorso.

Mariarosa, che raccoglie fondi per nutrire i mici in quasi tutti i negozi di quartiere, aveva racimolato una bella sommetta ed era andata nello studio del veterinario, il Dottor Marco Punturonis, ad ordinare scatolette e buste di cibo per i suoi beniamini.

La moglie del dottore, la signora Alessandra, grande amante dei gatti, premurosissima raccoglie gli ordini dai clientie e va a comprare il cibo a Cogoleto, in uno speciale negozio all’ingrosso, per far risparmiare gli amanti degli animali della zona. Poi lo carica sulla sua seicento e lo lascia poi in ambulatorio, finchè gli incaricati non vengono a ritirarlo. 

Ebbene, quella settimana, disgrazia volle che Mariarosa fosse afflitta dall’influenza intestinale : era piegata in due dal mal di stomaco, aveva crampi alla pancia, le girava la testa, sudava freddo, si sentiva senza appetito e poco in forze. I vicini erano partiti per una breve vacanza e lei certo non poteva andare da sola dal veterinario a ritirare le buste di cibo per gatti, tantomeno preparare ai suoi beniamini le sue solite, saporitissime, minestre con le ali di pollo e la pastina. Il marito, Michele, era in trasferta a Milano e lei doveva star dietro anche alla Susy, la sua cagnetta e ai suoi agitatissimi bimbetti Andrea ed Edoardo.

Malù decise allora che lui non aveva bisogno di nessun aiuto e partì risoluto verso l’ambulatorio del dottor Marco Punturonis. Si portò un platò di plastica ed uno spago, per potersi costruire una specie di slittino su cui caricare il pacco, prevedendo che fosse pesante. Arrivato nello studio, la porta era socchiusa, entrò con una zampata e, visti parecchi pacchi appoggiati sul pavimento, fece che prenderne uno, lo caricò sul carrettino e partì.

 

Quale fu la sua sorpresa, arrivato a casa, quando dovette distribuire il “rancho” ai suoi amici e colleghi, e nelle buste trovò banane liofilizzare e fette di mela disidratate.......Avrebbe pianto per l’umiliazione, tutti i gatti, famelici, miagolavano di fame da far paura.....

Per fortuna, in quel momento, passava di lì l’inquilina del primo piano, Martina, che amava molto spendere qualche minuto ad osservare la cena dei suo beniamini. Martina, quando vide nelle ciotole fettine verdi e gialle, nonché lo sguardo sbigottito dei mici, si preoccupò non poco:

“Mamma, cosa mangiano i gatti ?” E corse a leggere sulla busta.

“Mamma, guarda, qualcuno si è sbagliato e gli ha dato il mangime per tartarughe.....frutta e verdura disidratata..... Mamma, possiamo salire e preparare loro una pastasciutta ?”

Ovviamente la sua mamma Rosanna acconsentì e, per quella sera, lo spettro della fame fu scongiurato : fusilli al tonno per tutta la colonia.

Si cercarono poi chiarimenti: Mariarosa non era andata a ritirare il pacco, il dottore non aveva visto personalmente chi aveva prelevato l’involucro (aveva solo sentito dei lievi fruscii nell’androne, come di qualcuno che stesse faticosamente trascinando qualcosa......)......l’indomani fu fatto il cambio, anche perché il signor Luigino, allevatore di tartarughe di terra (vegetariane), si era ritrovato quella sera crocchette di pollo e bocconcini con tonno e salmone.... che pasticcio...rimase però sempre un mistero chi lo avesse combinato.......Malù non confessò mai la sua colpa.

Ma, pochi giorni dopo, ne combinò un’altra della sue......

La veterinaria, la Dottoressa Materna, gli aveva affidato dei campioni di latte per lo svezzamento dei piccoli : non si sa mai, con le nidiate numerose, qualche gatta poteva trovarsi in difficoltà con l’allattamento, e si poteva integrare coi biberon.

Malù ripose i cestelli di bottiglie nella sua fornitissima dispensa, senza preoccuparsi di fare particolare attenzione al dove e al come.

Successe un giorno che a Cornelia, la gatta abissina della famiglia De Stefanis, nascessero 14 gattini, e la povera mamma-gatta, seppur animata dalla miglior volontà del mondo, non riusciva a sfamare tutti quei piccini...gli ultimi nati rischiavano la vita di giorno in giorno, sopraffatti dai più forti e robusti. Allora la dottoressa Materna si ricordò dei flaconi che aveva affidato a Malù, e lo contattò : “Potete usare del latte artificiale per integrare l’alimentazione dei gattini neonati..........Così non spenderete niente : sapete che i De Stefanis non sono troppo ricchi, con tutti quei bimbi piccoli da allevare, non possono certo sprecare soldi con i gatti di cortile....”

Malù ebbe una crisi di memoria : certo che ricordava il fatto, ma dove aveva messo quei preziosi flaconi, che avrebbero salvato la vita ai numerosi figli di Cornelia? Si concentrò a lungo e gli venne in mente : in dispensa, nell’angolo di sinistra, dietro alle casse di minerale.......Prese i flaconi e scese, tutto orgoglioso e carico, da Cornelia. Prepararono i biberon e...quale sorpresa ebbero ! Quelle bottiglie contenevano acqua minerale ! Squisita acqua minerale Uliveto ! Avrebbe dissetato i gattini, fatto lavorare i loro reni, ma non li avrebbe fatti crescere, né salvati dalla morte per fame......Malù era mortificato, il capo basso per la vergogna, rosso, ancor più rosso del suo solito per la brutta figura. Lui, il CAPO, lui, il più intelligente, si era lasciato abbindolare dal suo stesso disordine.......aveva fatto una bruttissima figura, e ora tutti i gatti di Genova avrebbero raccontato la sua storia ed avrebbero riso di lui !!!!!

Uliveto era l’acqua degli atleti della Nazionale di calcio, ma ai gattini non serviva...a un baffo !!!!

Fortuna volle che, anche quella sera, passasse di lì Rosanna, con Martina ed il fratello Nicolò: arrivavano dal supermercato, dove avevano comprato tantissimo latte per fare la torta al limone (che i ragazzi adoravano) e le lasagne con la besciamella :“Mammina, noi rinunciamo alla torta al limone, lasciamo un po’ di latte per cena a questi piccini, soprattutto ai più magrolini.......Sennò non ce la faranno......” dissero altruisticamente i due ragazzi.

Rosanna, dopo aver telefonato al veterinario e chiesto l’autorizzazione, prese il latte di mucca, lo intiepidì appena appena, poi prese dei vecchi contagocce  (li teneva sempre, in casa, per quando diluivano le tempere) e lei, il marito Stefano e i figli si misero a nutrire i gattini minuscoli, quelli ancora con gli occhi chiusi e senza pelo. Fecero così per un po’ di giorni, per 3-4 volte al giorno, finchè tutti i gattini furono in grado di leccare da soli il latte dal piattino. Nel frattempo Malù si era immerso nel disordine della sua dispensa ed aveva trovato i preziosi flaconi, che aveva consegnato personalmente a Cornelia con mille scuse. Ma...che figuraccia....... !

E mentre i 14 cuccioli di Cornelia  crescevano, vispi come dei diavoletti, il destino preparava un altro brutto scherzo a Malù, il nostro amico gatto rosso, bellissimo e pasticcione..... Ragazzi, sentite che roba........

Alla Foce c’era un festival di Partito, uno di quelli che si organizzano nel mese di Settembre, nel corso del quale ci sono incontri politici, dibattiti culturali, grandi mangiate, qualche concerto e manifestazioni di ogni genere.

Quell’anno si stava organizzando MIGLIORGATTO, una rassegna felina con premi, dove il gatto più bello e simpatico, col pedigree più blasonato, avrebbe vinto un grosso premio in denaro, da devolvere in beneficenza al canile-gattile municipale, nonché all’ENPA per la tutela dei randagi. Malù sognava quel premio, lo avrebbe reso famoso in tutta la Liguria, forse in tutta Italia...tutte le riviste animaliste avrebbero scritto di lui, pubblicato la sua foto, forse lo avrebbero anche invitato nei programmi di Licia Colò......Sarebbe diventato una personalità.

Nessuno lo sapeva, ma lui era un gatto di razza purissima, frutto di un incrocio di due campioni : suo papà era un persiano dal pelo semilungo, sua mamma una rarissima razza dal foltissimo pelo rosso . Successe però, due anni prima, che la sua padrona, Graziella G, fosse colpita da una malattia terribile, per cui non si potè più occupare di lui e Malù, dal dispiacere di vedere la sua beniamina gravemente ammalata e per non pesare su chi l’assisteva, lasciò la casa e tentò la fortuna in quel cortile, nei pressi di Piazza Sturla. Ma conservava gelosamente il suo pedigree...nella libreria, pronto a sfoderarlo alla prima occasione.       

Saputo del concorso di Migliorgatto, si precipitò a cercarlo: ma nella sua camera, che confusione! Pile di libri ovunque, scartoffie e depliants sulle poltrone, armadi stracolmi di libri su più file, buste con vecchi disegni dei suoi piccini, manifesti turistici, fotocopie, penne e pennarelli, giocattoli alla rinfusa e anche.....gomitoli di lana e cotone, aggrovigliati, con cui giocare in ogni momento libero, sparsi sul pavimento.  Che disastro ! Vallo a trovare, un foglietto in quel casotto! A Malù venne una crisi di sconforto e scoppiò a piangere. Ricordò le parole di sua mamma Luisita, che lo sgridava sempre: “Malù, fai cose utili! Non perdere tempo con le stupidaggini! Prima riordina la tua camera, poi dedicati ai giochi ed ai passatempi!!! E’ un disonore vivere in una camera così caotica!!!!”

Ora, nel panico, mentre cercava il prezioso foglietto, ricordava la sua mammina, tutta perfettina, che lo ammoniva sempre ad essere più ordinato e più preciso: “Ogni cosa ha un posto, ogni cosa ha il suo posto!” E lui aveva odiato le sgridate di mamma Luisina. Ora lei gli mancava molto (si era trasferita a Noli, in casa di un  pescatore.)

Ora, se non trovava il pedigree entro 3 giorni, non poteva iscriversi. Era molto depresso e triste. In quelle condizioni lo vide Martina, che proprio quel giorno aveva ricevuto la visita della sua amica Gaia, da Savona e della sua cuginetta Valentina.

Gaia, che era ordinatissima di natura, ma vittima del disordine di mamma Alma, si offrì di aiutare il peloso compare della sua amichetta. Andarono nella sua stanza (che vergogna provò Malù a far vedere quel soqquadro alla due piccine!!!) ad aiutarlo a cercare. Martina perquisì gli scatoloni, Gaia svuotò gli scaffali e sfogliò tutti i libri e Valentina controllò sotto il letto e nel divano..

Alla fine, dopo 3 pomeriggi di affannose ricerche, trovarono il certificato pinzato insieme alla ricetta dei biscotti al cioccolato. Appena in tempo per iscriversi al concorso.

Poi le tre bimbe si offrirono di aiutare il gatto a fare un po’ di ordine e di pulizia : gettarono le cartacce, archiviarono i foglietti, radunarono il materiale per argomenti in diversi raccoglitori, rifecero i gomitoli di lana e diedero al pavimento una bella disinfettata con la candeggina e la lavanda. Alla fine del lavoro Malù le ringraziò con le lacrime agli occhi : ora avrebbe trovato tutti i suoi foglietti (che le bimbe gli avevano inventariato con cura), non avrebbe più lasciato che il disordine si impossessasse della sua stanza.

 

Poi le bimbe si presero cura del gatto : gli limarono e pulirono le unghie, gli lucidarono i baffi, gli pulirono le orecchiette, gli spazzolarono il bellissimo pelo fulvo, gli lisciarono il codone.

E, grazie alla sua bellezza, indovinate chi vinse il primo premio del Concorso ? Proprio Malù, che così divenne milionario ed istituì un fondo per aiutare i gatti randagi.

E regalò a Martina e Valentina due cucciolini appena nati, Kida e Pallino ed a Gaia un peluche di cavallo, il suo animale preferito: Castagnetta. E fu sempre grato alle tre bimbe per l’aiuto prestatogli e per gli insegnamenti impartiti da loro che, seppur così piccine, gli avevano dato una grande lezione di vita : l’ORDINE e la PRECISIONE facilitano la vita, e ci aiutano a risparmiare tempo e fatica.

 

 

 

Torna alla home page